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Monocorona

Tecnica
MONOCORONA PER BICI STRADA
SI! O NO?
Trasmissione 1×11 su bici da strada.
 
Blasfemia della tecnica, semplice follia oppure una possibile strada per il prossimo futuro?
1×11: non è un’operazione algebrica bensì la tipologia di trasmissione che sembra destinata a diventare il nuovo standard, sia in ambito MTB ma anche su strada, con soluzioni pensate soprattutto per il ciclocross e le GRAVEL BIKE
 
L’introduzione del monocorona ha, come tutte le innovazioni nel mondo della bici, incontrato il favore di una parte di ciclisti e i dubbi (se non le aperte contrarietà) della parte restante. I vantaggi di questa soluzione, dovrebbe, tradursi in un risparmio di peso, nella mancanza del deragliatore anteriore (quello che non c’è non si rompe) e in una più facile gestione dei rapporti, che semplifica le cose; una volta trovati i rapporti idonei alle proprie esigenze, che, generalmente, dovrebbe avere una scalatura composta dalla monocorona di 44/46 denti e cassetta pignoni 10/42.

Personalmente sono sempre stato aperto alle innovazioni ed anche questa volta mi sono fatto tentare da questa novità. Ho potuto optare per questa soluzione perchè da Agosto 2017 ho modificato, la mia Bianchi Infinito cv, applicando il kit con pedalata assistita della Sands Infinity e-bike.

La modifica consiste in: corona Sram Force di 44 "denti", la cassetta pignoni, Shimano Ultegra  11-32: con questo sviluppo 11-12-13-14-16-18-20-22-25-28-32

Occorre precisare che normalmente con una  monocorona di 44 "denti" , per avere una scalatura simile alla compact 34/50, viene abbinata una cassetta pignoni 10/42, nel mio caso, con la pedalata assistita, riesco a sopperire alla diversa scalatura dei rapporti, in particolare l'assenza dei rapporti in alto (36/42) grazie alla spinta del motore.

La modifica è riuscita meglio del previsto, in quanto, ho preso la palla al balzo per installare la versione elettrica del cambio Ultegra che mi ha permesso di eliminare i fili esterni del cambio posteriore ed, inoltre,  eliminando il deragliatore anteriore l'estetica della bici risulta molto più pulita  (vedi foto).

Per quanto può valere la mia opinione, posso affermare, dopo l'esperienza e prove di questi primi giorni di primavera, dopo diversi percorsi con pianura e salite, posso affermare che con la monocorona si ha sempre la senzazione della coperta corta.
Con i rapporti consigliati: corona 44/46 e pacco pignoni 11/46 la ruota posteriore e inguardabile (forse e più accettabile su una Gravel o MTB, bici più sgraziate della bici/strada) e montando il pacco pignoni 11/32, come ho fatto io (ma col motore), mancano i rapporti in salita, inoltre, anche nelle discese più veloci, manca qualcosa in basso, in tutti i casi, a mio parere, non e adatto all'agonista anche a causa della scalatura dei rapporti; troppa distanza fra l'uno e l'altro.



Intanto IL MONOCORONA ARRIVA TRA I PRO
 
3T, marchio italiano di proprietà di Gerard Vroomen (ex-Cervélo) e René Wiertz, fornirà le proprie bici alla squadra Pro-Continental Acqua Blue Sport per la prossima stagione. La novità interessante è che la 3T ha una gamma limitata ad un solo modello per la strada, ovvero proprio il modello Strada, che presenta una caratteristica particolare: è disponibile solo per monocorona anteriore, visto che non presenta attacchi per il deragliatore.  A tal proposito, e interessante, il video pubblicato da Record Bike  https://www.youtube.com/watch?v=WGKWppfBlPE

Vedremo come i professionisti  gestiranno la scalatura dei rapporti, al Giro d'Italia, nelle tappe che comprendono sia pianura che salita. (cambio di bici? a inizio salita?).

Forse la frase di Anton Cechov  "chi vivrà vedrà" si adatta perfettamente alla iniziale domanda:

monocorona SI! o NO?

Aggiornamento al 07/04/2019.
Alla luce dei risultati della stagione scorsa (2018), possiamo affermare che a livello agonistico, la monocorona ha fallito perchè l'unica squadra che nella passata stagione lo aveva adottato non esiste più
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