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Ciclismo in Inverno

Salute in bici
CICLISMO IN INVERNO


Il ciclismo in inverno si può fare, naturalmente adottando accorgimento idoneo nell'abbigliamento, alimentandosi in modo adeguato e usando oculatezza nella scelta dei percorsi, per esempio: nelle giornate nebbiose e umide o di vento forte, preferire la collina mentre nelle giornate più temperate e con sole la pianura/ondulata.
ADATTAMENTO
Alcuni ciclisti credono che non sia possibile uscire in inverno. Se sei uno di questi, ricordati del tuo primo allenamento; probabilmente 50 km ti sembrava una distanza lunga e dura da percorrere in bici. Con l'allenamento tutto diventa possibile.
Andare in bici con il freddo è una cosa simile. Sembra difficile finché non si fa. Poi diventa sempre più facile. L'inverno non è una camera di tortura ghiacciata, é solo un’altra stagione nel programma d’allenamento annuale. E allenarsi non é un’attività dipendente dal tempo; é solo una cosa che si fa regolarmente; settimana bella o brutta che sia.
Durante i primi giorni di bassa temperatura ci sembrerà tutto più difficile ma in seguito il nostro corpo si climatizzerà alle temperature inferiori producendo più calore; per abituarci al freddo dobbiamo allenarci con quello. Studi recenti hanno evidenziato che dopo sei settimane di sport con il freddo, esporre le mani allo stesso per quattro ore sarà una perdita di temperatura minore, e minore diminuzione del flusso sanguina di come avverrebbe senza quest’adattamento.
ABBIGLIAMENTO
Di certo la pratica del ciclismo nel periodo invernale richiede qualche precauzione, alcune fondamentali. Mi riferisco ovviamente all'abbigliamento, la cui scelta accurata può evitare conseguenze anche molto spiacevoli, ma non solo a quello vestirsi bene  é di  fondamentale importanza. Coprire bene la testa, che è la parte da cui si perde molto calore, fino al 40% del totale; coprire le estremità (mani e piedi oltre alla testa) e indossare sempre capi tecnici antivento/traspiranti che tutte le aziende specializzate hanno in catalogo.  Va anche considerato che il fondo stradale in inverno è certamente più insidioso di quello nel periodo caldo: ghiaccio, acqua, basse temperature e manto stradale danneggiato possono comportare rischi anche molto gravi. Da non sottovalutare inoltre che l'oscurità, soprattutto tra metà novembre e metà gennaio, cala molto presto provocando un abbassamento repentino della temperatura.
PERCORSI
   Si può addirittura preferire i percorsi collinari anziché di pianura: d'inverno, infatti, l'aria più fredda (e oltretutto più inquinata) tende a stazionare in basso, mescolandosi a particelle di vario genere e dando così vita a strati di foschia, che limitano il già scarso irraggiamento solare. Salire in collina durante le ore più miti, quindi, significa spesso un aumento della temperatura, diversamente da quanto si potrebbe pensare; ovviamente si preferiranno i versanti ben esposti al sole!
C'è di più: nel corso dell'ascesa l'organismo produce una gran quantità di calore, annullando quasi completamente la sensazione di freddo. Una volta in cima, unica ma importantissima accortezza del ciclista sarà di cambiare rapidamente gli indumenti bagnati di sudore. Si può fare anche all'aperto, con temperature basse; l'importante è che il cambio sia veloce.
    I luoghi comuni, però, sono duri a morire; è normale vedere ciclisti bardati all'inverosimile pedalare per ore in pianura e giungere a casa letteralmente intirizziti. Si consideri invece che in un'ora di salita (e 15-20 minuti di relativa discesa) si bruci pressapoco lo stesso numero di calorie con un evidente risparmio di tempo e un’esposizione alle intemperie meno prolungata. Salendo con un rapporto molto corto si può inoltre lavorare efficacemente sull'agilità, proprio come in pianura.
  Se, comunque, si vuole fare pianura, cerchiamo di mantenere alta l'intensità per tenere alta la temperatura corporea, senza esagerare. Se questo succedesse, potrebbero esserci degli inconvenienti sgradevoli. Per esempio diminuire l'intensità lontani da casa, per conservare abbastanza energie per imprevisti, e cambiamenti di tempo improvvisi. Guardiamo il vento. Contrario all’andata, per averlo a favore al ritorno. Così ci aiutiamo in, caso di stanchezza, a non diminuire l’andatura e raffreddarci.
ALIMENTANZIONE
Il regime alimentare invernale deve cercare di prevenire gli inconvenienti legati alle basse temperature esterne, apportando calore all’organismo. Occorre pertanto incrementare la quota di grassi, i principi nutritivi in grado di sviluppare calore metabolico in maggiore quantità per unità di peso. Vanno però centellinati i grassi saturi di provenienza animale (burro, formaggi, carni rosse e insaccati), pericolosi per la salute in quanto potenzialmente eterogenia, cioè in grado di promuovere la formazione delle famigerate placche di grasso sulle pareti delle arterie. È bene dare la preferenza ai grassi monoinsaturi contenuti nell’olio extravergine d’oliva e ai grassi polinsaturi contenuti nel pesce e in alcuni oli vegetali. Il ripristino delle energie spese durante l’allenamento è assicurato dall’assunzione di piatti caldi e semiliquidi, i classici minestroni di cereali e legumi. Il cereale apporta tutta la vitalità del chicco, soprattutto se proveniente da culture biologiche o biodinamiche. I legumi assicurano un ottimale apporto proteico e il brodo vegetale restituisce all’organismo i liquidi e i sali minerali persi con la sudorazione. La pietanza deve essere servita ben calda, per ridonare all’organismo la sensazione di calore piacevole, protettivo e avvolgente. Le sostanze antiossidanti vanno ricercate con cura poiché incidono favorevolmente sui tempi di recupero tra un allenamento e l’altro e prevengono malattie cronico degenerative e invecchiamento. Un bicchiere di vino rosso (circa 100 millilitri) di provenienza biologica è un’ottima fonte di antiossidanti, oltre che un piacevole e…riscaldante premio per ripagare dalla fatica dell’allenamento. Non superare assolutamente i 100 millilitri a pasto è però tassativo per mantenere gli effetti protettivi (azione antiossidante e incremento del colesterolo buono) e scongiurare quelli negativi (azione tossica dell’alcool su fegato, cuore e muscoli). I succhi freschi biologici di mirtillo e uva nera sono anch’essi un’ottima fonte di antiossidanti. Per chi desiderasse bevande calde, il tè verde assolve la medesima funzione.
da: valorealimentare.it
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